“The Americans”- Pilot – prima puntata – almeno 3000 battute

Gli americani stanno creando serie tv sempre più avvincenti e belle, ormai basta scegliere il genere che preferiamo e possiamo goderci molteplici serie di alta qualità.
La prima puntata di “The Americans” prospetta essere una di quelle serie avvincenti che ti fanno aspettare con ansia la puntata successiva.
Elizabeth e Philip Jennings (nomi creati per la copertura) sono due agenti del D.S (dittorato S) del KGB, agenti russi perfettamente integrati nella solita vita americana, tolto l’accento russo e aggiunta qualche parrucca per la copertura nella missioni sono pronti a sostenere il nome del loro paese.
I Jeggings sono all’apparenza una tipica famiglia americana che vive nella Washington D.C. degli anni ottanta con due figli a carico, hanno lavori normali e usanze normali come le uscite in famiglia al supermercato.
La puntata non è per nulla statica, anzi ci porta subito a capire il livello d’azione di questa serie, numerosi corpo a corpo e numerose fughe per non far saltare la copertura, ci troviamo subito nel bel mezzo della missione per rapire Timoshev, ex-colonnello del KGB passato ai nemici grazie a ricche ricompense milionarie.
Dopo un rocambolesco inseguimento lo riescono a prendere, però non riescono a portare a termine la missione, perchè non arrivano in tempo al porto per cedere la custodia di Timoshev, così decidono di tenerlo nel loro bagagliaio della macchina.
Intanto i protagonisti ci mostrano numerosi flashback risalenti agli anni sessanta per farci capire in pochi stralci la loro storia e qui si può riscontrare la qualità dell’impostazione della trama, perchè non ti svelano tutto subito, ma te lo forniscono in breve dosi, così da poter assimilare il tutto e capire alla perfezione cosa stà succedendo intorno a loro.
La situazione scappa di mano quando l’agente Beeman si trasferisce di fronte a loro, apparentemente sembra una cosa casuale, però Philip inizia a diventare paranoico sul fatto che sono stati scoperti, così inizia a pensare di consegnare Timoshev e se stesso all’FBI per ottenere un grosso indennizzo in denaro da dare alla sua famiglia.
Più si segue la puntata e più cose vengono rivelate in modo da tenerti in suspance fino a quando Timoshev viene ucciso da Philip, cosa che molti aspettatori speravano dopo aver scoperto che Elizabeth, quando era una cadetta, era stata picchiata e stuprata dall’ex comandante.
Il corpo poi viene gettato via e qui ci avviamo alla fine della puntata dove vengono a galla i primi punti fondamentali della serie :”Reagan presidente spietato/America-Russia futura guerra/I Jeggings come andranno avanti?”
Pilot di alta qualità, che prospetta un’ottima serie dai continui colpi di scena, ottimo l’utilizzo dei flashback, che ti fanno entrare direttamente nella vita passata dei protagonisti, inoltre ottima la coerenza tra gli anni ottanta e com’è per ora impostato “The Americans”.
Aspettando le prossime puntate posso sottolineare la riuscita del pilot e rimango speranzoso riguardo al futuro di questa serie e sottolineo che se le puntate rimarranno da un’ora non peseranno minimamente, perchè il contenuto scorre senza mai annoiare.
Lo sceneggiatore è un ex agente della CIA, ha già avuto esperienza come sceneggiatore in alcuni episodi di Falling Skies(serie dal basso successo e dalle molte critiche), quindi Joseph Weisberg(il suo nome) di sicuro avrà messo in questa serie tanto di riscossa e tanto di esperienza dal suo precedente lavoro di agente.
Dall’America sono arrivati commenti riguardo al qualche similitudine tra questo telefilm e Homeland, però c’è da dire che “The Americans” è appena iniziato, quindi bisogna cercare di prendere queste idee con le pinze dond’evitare di contagiare il giudizio degli spettatori.
L’unica cosa che tengo a dire in ambito di cose uguali è riferito al servizio giornalistico che viene trasmesso in tv, tratta della crisi dei cinquantadue ostaggi tenuti in Iran, stesso episodio che si parla anche in Argo.
Per finire tengo a sottolineare l’ottima manifattura riguardo ai particolari degli oggetti in quell’epoca come il registratore vocale o anche più semplicemente ai vestiti o alle macchine, che possono sembrare cose banali da ricordare ma non è così visti gli errori stupidi degli ultimi anni riguardanti gli oggetti di scena nei film/telefilm che parlano del passato o di avvenimenti storici.

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