The Americans

The Americans
Il primo episodio di The Americans sbaraglia la concorrenza, battendo i record delle premiere di American Horror Story e Sons Of Anarchy, serie di punta del canale cable statunitense FX.
L’ambizioso progetto creato da Joe Weisberg e (Falling Skies) and Graham Yost (Justified) conta tredici episodi per la prima stagione e ruota intorno a una coppia di agenti del KGB, che si trovano negli Stati Uniti in missione per la madrepatria.
Philip e Elizabeth sono sposati, hanno due figli e incarnano il classico sogno americano: vivono in una bella casa, in un quartiere rispettabile e sono felici. Quello che invece non tutti sanno è che sono due spie del Direttorio S del KGB.
La missione che devono compiere in questo episodio consiste nel rapire un disertore, un ex colonnello del KGB di nome Timoshev, che si è venduto all’FBI per 3 milioni di dollari. A causa di una serie di imprevisti, non riescono a portare a termine l’incarico e, una volta catturato, lo rinchiudono nel bagagliaio della propria auto, dove resterà per giorni, elemento che causerà tensioni e suspense per tutta la durata dell’episodio. Infatti il caso ha voluto che il nuovo vicino di casa della coppia sovietica sia un agente dell’FBI, specializzato in controspionaggio e vita sotto copertura. Tanto è fredda la guerra che combattono, quanto lo è il loro matrimonio, anche se durante i settanta minuti di plot, ci sarà un riavvicinamento tra i due: interessante è lo sviluppo verticale del drama, i complotti politici e militari si intrecciano e si plasmano con quelli dei due coniugi.
I due protagonisti, interpretati da Metthew Rhys e Keri Russell, sono facce note ai serial- addicted. Fa di certo un po’ strano vedere Rhys, avvocato omosessuale di Brothers and Sisters, fare il vendicatore mascherato, mite e diplomatico solo in apparenza. La Russell di Felicity, che starà, con ogni probabilità, aspettando la chiamata di J.J.Abrams per il settimo episodio di Star Wars, è dedita e offuscata dagli ideali della causa, disposta a perdere qualsiasi cosa pur di non tradirla.
L’atmosfera cupa in cui siamo subito proiettati ,sin dall’esordio della vicenda, ci rimanda alla classica tradizione noir: la musica d’apertura rende sexy (all’americana) l’ambientazione, il bar fumoso e la bella spia (mica per niente inserita nel 1999 dalla rivista People nella lista dei “50 più belli”) che adesca l’agente sprovveduto.
Crediamo nella volontà di un classico-innovativo, a quando il prossimo episodio?

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2 risposte a The Americans

  1. silvia ha detto:

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